progetti

Le idee che ci guidano..

LAVORO MA NON SOLO
Potremmo definirci proiettati 'oltre la legge 381/91'per vari motivi:

  • perché le nostre cooperative hanno dimostrato la capacità di farsi carico di problemi sociali complessi rispondendo a forme di disagio 'nuove' (legate ai processi migratori, alla crisi attuale del mercato del lavoro e in generale alla crisi economica...) che non rientrano nelle categorie dell'art. 4 della legge; per queste situazioni specifiche le coop.ve diventano luoghi di transizione verso l'emancipazione dall'assistenza e verso il mondo delle imprese;
  • perché l'inserimento lavorativo si realizza in connessione con altri interventi a sostegno della persone in difficoltà, prima ancora che al lavoratore: socialità e tempo libero, casa e famiglia, forme di micro credito; è l'esperienza dei progetti riabilitativi per persone con patologie psichiatriche e in generale del sostegno ai progetti di vita nella loro integrità;
  • perché il termine 'lavoro' ha acquisito nelle nostre esperienze un significato più ampio e riconducibile alla dignità, al diritto all' autonomia e alla cittadinanza; in quest'ottica è lavoro la graduale acquisizione di un ruolo nel sistema produttivo, ma anche un impegno più leggero definito dai sociologi ad 'alto impatto relazionale e manuale' per persone con autonomie ridotte, ma che consentono la frequentazione di contesti non a prevalenza assistenziali.

Le coop.ve sociali di tipo b del Consorzio Solidarietà Sociale, imprese competenti e competitive sul mercato pubblico e privato, impiegano il 46% di lavoratori svantaggiati (solo considerando le certificazioni ai sensi dell'art. 4 della L. 381/91): il 16% in più rispetto all'obbligo di legge.

PROGETTI SPECIFICI IN CORSO:

  • COLLETTIVAMENTE (area salute mentale)
  • ALTRI LAVORI (area disabilità)
  • PRO-FILI (area disabilità)
  • A CHE GIOCO GIOCHIAMO? (tema ludopatia)
  • LABORATORI DI MEZZO

Rererente Consortile: Davide Rossi, Federica Montani



DOMICILIARITA' COMUNITARIA

Abbiamo assunto un ruolo e conseguenti responsabilità, rispetto ai più recenti cambiamenti della società: aumento delle aspettative di vita anche per persone con disabilità, allentamento delle reti sociali con relative situazioni di solitudine e patologie depressive connesse, famiglie sempre più sole e disorientate da una rete di servizi colpita dai tagli delle risorse e dalla ridefinizione del welfare che è in atto.
Cosa significa, in questo contesto, promuovere una cultura della domiciliarità per persone con disabilità o con patologie psichiatriche? Nella nostra esperienza significa consentire, mantenere attivi e abitati in ogni progetto di vita due 'spazi' che convergono in un'unica azione sociale:
LA CASA
Abitare e abitudine hanno la stessa origine di habere, avere, possedere: sapere dove allungare la mano al buio, conoscere i gradini, i percorsi. E' possibile che persone con scarse autonomie (anziani, disabili) possano continuare a vivere nella loro casa anche dopo la morte dei famigliare se è presente una rete di sostegno personalizzata su ogni situazione: servizi, coop.va, amministratore di sostegno, assistente famigliare,....
LA SOGLIA e LA CITTA'

La domiciliarità si 'completa' quando anche i soggetti più deboli conservano il diritto di decidere della propria vita e di vedere rispettati i propri desideri: legami, amicizie, interessi, consuetudini, memorie e percorsi; significa pensare alle persone nella loro globalità, anche quando questa globalità fatica ad esprimersi e a manifestarsi nei linguaggi comuni.
E' un approccio ai progetti di vita, famigliari e personali, che perseguiamo sperimentando risposte flessibili e adattabili alle diverse realtà e ai diversi bisogni.

PROGETTI SPECIFICI IN CORSO:

  • LE CASE RITROVATE: domiciliarità Comunitaria e scuola di autonomia (area disabilità)

Rererente Consortile: Elga Carboni



SCUOLA E NUOVE GENERAZIONI

Siamo parte di un dialogo attivo con la scuola, le famiglie e i servizi; abbiamo spazi di pensiero e di operatività per tradurre il nostro ruolo 'educativo', sia quando l'accento si può porre sulla dimensione propositiva di esperienze di crescita e formazione, sia quando occorre dedicare più attenzione alle situazioni di disagio e sofferenza. Su questo ambito d'intervento, la nostra identità si esprime soprattutto nel 'lavoro di soglia' possibile grazie ad una presenza su diversi contesti di vita abitati dagli stessi ragazzi: la scuola, i luoghi di ritrovo formali (centri aggregativi), i luoghi di ritrovo informali, gli spazi della coop.va stessa. Un particolare investimento e obiettivo progettuale è racchiuso nello slogan 'non uno di meno nella scuola di tutti' che ci impegna sui nuovi disagi, spesso invisibili e fuori dalle tradizionali categorie diagnostiche, di cui è investita la scuola e che si manifestano in un contesto di legami sociali indeboliti e quindi non in grado di fungere da sostegno. La sfida che ci attende e che è racchiusa nelle nostre progettualità, è duplice:

  • mantenere interventi sull'emergenza e la contingenza, che consentano ai ragazzi e alle ragazze in situazione di disagio e sofferenza di fare esperienze di valore positivo e rigenerante;
  • nel contempo, allestire contesti (interni ed esterni alla scuola) di recupero dei legami comunitari. L'obiettivo è quello di rigenerare le valenze informali e spontanee di sostegno e di auto mutuo aiuto che una comunità può esprimere.

PROGETTI SPECIFICI IN CORSO:

  • TESEO
  • ALTERNANZE SCUOLA-LAVORO

Rererente Consortile: Sara Manzini



PACE, VOLONTARIATO E SERVIZIO CIVILE

Un esercito di giovani tra ragazze e ragazzi italiani, e da qualche anno anche stranieri, hanno contribuito a far crescere nelle nostre organizzazioni cooperative la cultura della pace, della solidarietà e dell'integrazione. Quasi trecento i giovani che con l'istituzione del Servizio Civile Nazionale e quello Regionale hanno scelto e continuano ogni anno a scegliere di sperimentarsi in un progetto di utilità sociale, imparando a promuovere progetti di cittadinanza attiva nella comunità in cui vivono. Tra i 18 e i 28 anni con la scelta del Servizio Civile molti di loro si orientano, si formano, crescono e cambiano. Un'opportunità unica per mettersi in gioco, valorizzando capacità e competenze personali attraverso un'esperienza qualificante, spendibile anche professionalmente. 12 mesi di servizio per dedicare un pezzo della propria vita all'assistenza di persone disabili, di quelle in difficoltà, di giovani o di bambini più piccoli. Dopo l'esperienza di tanti obiettori di coscienza che hanno costruito la storia delle cooperative sociali della nostra provincia, aderire al Servizio Civile Nazionale e Regionale per il nostro Consorzio è stato scontato, certi dell'importanza di una scelta educativa verso un mondo giovanile che nello sperimentare le relazioni, anche quelle più fragili, può scoprire altri luoghi e progetti di vita ai quali dare un contributo importante. Luoghi di vita, di lavoro, di socialità, dove un viaggio lungo un anno si trasforma in un cammino di crescita e di cambiamento e dove il bagaglio che questa esperienza offre è fatto di riconoscimento, valorizzazione e rispetto delle risorse di ciascuno.

Rererente Consortile: Paola Valinotti

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