Caso 'Svoltare' Parma: quali riflessioni ci impone come collettività? - CSS PARMA
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Caso ‘Svoltare’ Parma: quali riflessioni ci impone come collettività?

intelligenza collettiva

Caso ‘Svoltare’ Parma: quali riflessioni ci impone come collettività?

Gravissime le accuse formulate dalla Procura nei confronti del responsabile di Svoltare Onlus, ora agli arresti domiciliari. Imputazioni pesanti che creano sconcerto e vanno ben al di là dei rumors che da tempo circolano a Parma. La Magistratura farà il suo corso ed in essa riponiamo la nostra fiducia, consapevoli che, in uno Stato di Diritto, nessuno è colpevole prima della sentenza di condanna.

La nostra attenzione va agli operatori e alle persone accolte da Svoltare che rischiano di pagare il prezzo più pesante di questa vergognosa e incredibile vicenda. Alla confisca dei beni e dei fondi alla Onlus, potrebbero aggiungersi disservizi con il rischio di lasciare le persone accolte in grossa difficoltà. Nel rispetto di ruoli e funzioni che non ci competono, ci auguriamo che questo non accada. Come Consorzio Solidarietà Sociale, di cui Svoltare non fa parte, esprimiamo la nostra disponibilità ad operare in rete con Istituzioni e realtà del Terzo settore per individuare altre e diverse soluzioni, nel caso questa evenienza dovesse verificarsi.

Ci chiediamo però come tutto questo possa essere accaduto. Come sia possibile per una realtà “costituita” solo cinque anni fa, disporre di una capacità di investimento che nessuna delle nostre cooperative riuscirà mai ad accumulare nell’arco di trent’anni. Perché i margini di bilancio sono quasi per definizione ridotti e perché il sistema delle gare e degli affidamenti dei servizi pubblici prevede, in genere, budget limitati che consentono la sola copertura dei costi di gestione. È paradossale il confronto con una realtà che in pochi anni di attività si ritrova proprietà immobiliari, investimenti in titoli mobiliari e beni sequestrati per 1,4 milioni. Non è sufficiente la sola capacità imprenditoriale.

Come Consorzio ci riconosciamo nelle parole del CIAC, per il quale “episodi come quelli addebitati, trovano il loro brodo di cultura nelle procedure emergenziali e nelle falle di un sistema pubblico mai realmente compiuto”. È davvero incomprensibile che nessuna verifica sia stata fatta sui requisiti istitutivi di Svoltare, quando le nostre cooperative si trovano a partecipare a gare d’appalto in cui – correttamente – si fanno le pulci ai nostri bilanci, alla documentazione tecnica ed economica, ai requisiti di partecipazione, anche per importi molto bassi.   

Al di là degli esiti giudiziari, questa vicenda impone una riflessione collettiva sui meccanismi di partnership tra Amministrazione Pubblica e Terzo settore, sugli affidamenti diretti in condizioni di emergenza, sulla necessità di costruire reti fiduciarie e collaborative come premessa e argine a situazioni degenerative.

 

Ufficio Stampa Consorzio